Nu poc ‘e musica

Salve a tutti, sono Francesca Barra del gruppo CTG SAN MATTEO e curo la rubrica su un particolare genere musicale che non sempre piace a chi lo ascolta, ma va analizzato in modo più attento perchè mette in luce molti aspetti della nostra società che a volte ci sfuggono!

Parlo del Genere  neo melodico ed oggi di un artista  molto conosciuto a Salerno……chi e???

Lui è il rapper neomelodico-italiano Rocco Hunt, e sì proprio lui…..

Rocco nasce a Salerno il 21 novembre del 1994; il vero nome è Rocco Pagliarulo e anche se ha appena 24 anni già vanta all’attivo la vincita nella sezione nuove proposte del Festival di San Remo dove si è piazzato al primo posto con la canzone  Nu juorno buono.

Altri brani da lui interpretati sono L’ammore overo del 2013, Tutto resta del 2014, ‘O posto mio del 2015, Wake up del 2016.

Tra i successi di Rocco troviamo la sua  famosissima canzone del 2019, tratta dall’album Libertà, Ti volevo dedicare. L’album del 2019 è un misto tra brani in italiano e brani in napoletano; nello stesso album troviamo Stu core T’appartien,  Nisciun’. Nello stesso anno è uscito un secondo album Benvenuti in Italy, con l’omonimo brano.

 

Ascolta il brano Ti volevo dedicare

Le riprese sono nel Centro storico di Salerno

Nessuno di noi si sente forte!

In questa prima giornata della “fase 2” della pandemia proponiamo una poesia della nostra socia Anna Fortunato. Non tutti hanno ancora la forza per ripartire, ma bisogna coltivare fiducia e speranza.

 VIRUS

C’ è un virus fuori di noi,

un veleno che, poco controllato

perché microscopico,

entra nel nostro corpo e…

… silenziosamente lavora.

C’è chi ne esce salvo

perché il corpo lo combatte,

c’é chi soccombe perché è più fragile…

Nessuno di noi si sente forte!

Il virus simboleggia

la nostra indiscussa debolezza

e sicuramente la nostra forza interiore

che nessuno riuscirà ad annullare

né a far diminuire…

la forza di essere decisamente uniti

dall’amore fraterno, indissolubile.

NUOVA CONVENZIONE

Birrificio dei Bardi: Sconto del 15% ai tesserati CTG per l’acquisto di confezioni da 12 bottiglie di birra da 33 cl – Spedizione a domicilio

Birrificio artigianale Via Salvator Allende, 46/s – Baronissi – Salerno    email info@birrificiodeibardi.it
sito web: http://www.birrificiodeibardi.it/

In questi giorni di emergenza sanitaria, in cui siamo costretti a rispettare le ordinanze di isolamento fisico, il Gruppo CTG PICENTIA mantiene i contatti con i propri tesserati in modalità virtuale. Ma l’impegno della Presidente Mina Felici non si ferma qui. Mina sta rivolgendo la sua attenzione ai convenzionati CTG locali, interessandosi della loro attuale situazione e, in linea con le politiche di coinvolgimento del territorio, sta diffondendo le modalità con le quali i convenzionati si stanno attivando per superare la crisi ed organizzarsi in funzione della ripresa. Si sta anche attivando per contattare le aziende che abbiamo visitato nelle tappe del DI FOOD IN TOUR al fine di stipulare nuove convenzioni. Questa la presentazione che fa del Birrificio dei Bardi, un’azienda nata nel 2017, situata a Baronissi, che produce birra in modalità artigianale:

Abbiamo avuto occasione di conoscere e di gustare la birra prodotta da questi giovani di Baronissi, durante l’ultima tappa del Di Food in Tour, che ha interessato la Valle dell’Irno. Un’azienda nata dalla determinazione di Alfredo, Andrea e Claudia, che hanno seguito un percorso di formazione, ognuno per acquisire specifiche competenze, con grandi sacrifici. L’esperienza di questi giovani rischia di subire uno stop a causa della pandemia che sta affliggendo l’intero Globo. Ma noi, sud di una Penisola, forse risparmiato proprio grazie al minore grado di inquinamento e sfruttamento intensivo del territorio e della natura, come ci dimostrano i più recenti studi epidemiologici, riteniamo di dover sostenere imprese come questa del Birrificio dei Bardi: i ragazzi erano già organizzati per la spedizione dei loro prodotti in Italia. Godiamo della loro ottima birra e facciamone godere anche altri soci!”.

Oltre a dedicarsi alla produzione di birre non pastorizzate, non filtrate e rifermentate in bottiglia, Alfredo, Andrea e Claudia, che si definiscono “homebrewers e amanti della musica”, si sono dedicati anche all’intrattenimento con musiche e bevande, sia in eventi che aprendo un locale nel Centro storico di Salerno, presso il quale poter consumare alcuni prodotti tipici locali, accompagnando la loro degustazione con un boccale di birra. L’augurio che facciamo a questi intraprendenti giovani è di poter continuare questo percorso imprenditoriale al termine dell’emergenza coronavirus. In generale i giovani, temendo di non farcela, preferiscono lasciare il Sud (spesso addirittura l’Italia), per cercare lavoro e fortuna fuori, loro hanno scelto di restare e di lottare, per far sì che loro idee potessero restare qui a valorizzare il loro territorio, anziché espatriare.

Presentazione:  Facevamo birra in casa per noi e per i nostri amici. Avevamo un impianto pilota da 75 litri. Ma dall’hobby alla carriera il passo è stato alquanto breve. Ci siamo formati facendo corsi al CERB a Roma. Abbiamo così potuto ideare delle ricette dopo varie prove ed abbiamo potuto aprire il birrificio. Produciamo birre di varie tipologie dalla bassa alla alta fermentazione: Malagamba in stile Amber Ale; Bellavista in stile Saison; Bonaventura in stile Lager; Cupanotte in stile Stout; Rubacuori in stile Belgian Strong Ale; Spadalesta in stile India Pale Ale; Nat’Ale in stile English Strong Ale. Nonostante la giovane età, produciamo birra artigianale di alta qualità grazie all’attenta selezione delle materie prime e un metodo di produzione personalizzato che ci permette di produrre senza alterare le qualità organolettiche. Non è stato e non è sempre facile. Restare nel nostro territorio comporta benefici, ma anche svantaggi. È di sicuro vantaggioso aprire un locale al centro storico, che può funzionare bene in alcuni periodi dell’anno, ma spesso le persone che non conoscono bene il settore, sono portate a scegliere prodotti più commerciali. Tuttavia non abbiamo mai pensato di lasciare Salerno, vogliamo lavorare dove siamo nati e valorizzare il nostro territorio. Oltre alla produzione della birra, ci dedichiamo alla produzione per terzi e di birre brandizzate per locali. Non esitare a contattaci per saperne di più.”

Alfredo, Andrea, Claudia

SALERNO A PASSI NELLA STORIA: Trotula – di Irene Russo

  

Ed eccomi alla riflessione su un’altra parola chiave : TEMPO

Un elemento molto nominato ultimamente: quanto tempo ancora dobbiamo stare così? Quanto tempo in più abbiamo, stando a casa, di fare varie cose? Il tempo che stiamo vivendo entrerà nei libri di storia….

Pensando alla quantità di tempo a disposizione, e qui non si dia per scontato che per tutti sia proprio così, in linea di massima ci si organizza per spenderlo in modi a volte nuovi e fare qualcosa di più, qualcosa che nella quotidianità frenetica trascuriamo. Mi rivolgo alle donne, principalmente, perché molte di loro spesso si trascurano , nella cura del loro aspetto fisico, e molte altre invece esagerano.

Vorrei a questo proposito ricordare una figura importantissima vissuta nell’undicesimo secolo a Salerno: la Magistra Trotula De Ruggiero, famosa medichessa della Scuola Medica Salernitana.

Scarica ARTICOLO COMPLETO Trotula

Emergenza Coronavirus: un appello per sostenere il Terzo settore meridionale

Il presidente della Fondazione CON IL SUD, Carlo Borgomeo, ha lanciato nei giorni scorsi una proposta, indirizzata al ministro Provenzano, che punta ad evitare che la dura crisi sanitaria, economica e sociale che stiamo vivendo, specialmente al Sud, diventi ancora più drammatica e irreversibile nel prossimo futuro. Nell’appello chiede una operazione straordinaria di sostegno al Terzo settore meridionale, che vada oltre le misure messe in campo sin ora – insufficienti soprattutto al Sud – e immagina un intervento per sostenere le organizzazioni di Terzo settore mediante la concessione di contributi a fondo perduto. A partire dai 500 milioni di euro del Pon inclusione 2014-2020 ancora non impegnati.

A seguito di questa proposta le Fondazioni di Comunità del Sud hanno lanciato anche una petizione on line diretta al Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano, che vi invitiamo a firmare a questo link 

Firma la petizione

Lettera aperta al Sig. Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale
Giuseppe Provenzano.

“Signor Ministro, le Fondazioni di Comunità del Sud si rivolgono a Lei, che ha mostrato grande attenzione alla necessità di favorire percorsi di coesione sociale nelle regioni meridionali, affinché dia seguito alla proposta lanciata dal presidente della Fondazione CON IL SUD, Carlo Borgomeo la quale punta ad evitare che la dura crisi sanitaria, economica, sociale specialmente al Sud diventi ancora più drammatica e irreversibile nel prossimo futuro. La crisi e le misure di contenimento del virus stanno determinando conseguenze devastanti per le persone più fragili: dai minori, alle donne vittime di violenza; dai disabili alle famiglie dei detenuti; dai senzatetto ai migranti; dagli anziani non autosufficienti alle vittime di usura. Il Terzo settore è in prima linea nei servizi di assistenza sociale e di prossimità, spesso colmando grandi lacune del pubblico. E proprio le organizzazioni non profit meridionali, nel complesso meno strutturate e con una già precaria situazione finanziaria, sono quelle più esposte. Il rischio è di perderle e di far saltare un welfare comunitario che faticosamente si sta costruendo e rafforzando al Sud, con una crisi di portata ancora maggiore per tantissime, troppe famiglie e con una dispersione del capitale sociale. Come Fondazioni di Comunità abbiamo capito che l’infrastrutturazione dei legami e la partecipazione alla cittadinanza piena passa anche attraverso l’opera di quel terzo settore, che necessita di riconoscimento e sostegno. Di fatto, le recenti misure adottate dal governo non sono sufficienti per il Terzo settore e le dimensioni della crisi suggeriscono interventi più consistenti. È il momento di realizzare un’operazione straordinaria, mediante la concessione di contributi a fondo perduto a valere sui fondi strutturali da erogare non selezionando progetti, ma alle organizzazioni con consolidata esperienza e radicamento nei territori.”
Firmato:
Fondazione di Comunità San Gennaro
Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli
Fondazione della Comunità Salernitana
Fondazione di Comunità di Messina
Fondazione di Comunità Val di Noto
Fondazione di Comunità del Salento
Fondazione di Comunità di Agrigento e Trapani

La proposta completa è disponibile al Link

Domenica delle Palme

In questa particolare Domenica voglio semplicemente condividere con tutti voi le parole del nostro Arcivescovo Andrea Bellandi e un caloroso abbraccio virtuale!

 

E dopo il covid-19 cosa resterà in noi?

Ricevo dalla nostra socia Irene e pubblico

Vorrei dare un mio contributo all’Agorà della pagina CTG. In molti scrivono ed io ancora non ho scritto niente. Quello che segue è un primo tentativo.

È un mare di riflessioni profondissimo quello in cui sto navigando in questo tempo. Cercherò di condividerne alcune, partendo da parole chiave; proverò a non menzionare affatto alcuni concetti a parer mio fin troppo trattati dai più, al punto da renderli quasi banali, e tutto cerco fuorché la banalità.

La parola su cui rifletto oggi è OCCASIONE. Essa ha per me un senso pratico enorme: l’occasione è un “di più “ rispetto a ciò che mi aspetto di fare, vedere, pensare solitamente; è in un certo senso sempre una sorpresa, perché “arriva”, perché “capita”, perché “si trova”. È applicabile in tutti i momenti della vita, in generale, ma (e qui mi rivolgo a tutti tranne alle persone che si sono ammalate di questo virus o altre patologie ed ora stanno lottando per la vita) mai tanto come in questo nostro tempo strano.

Tutti, ora, abbiamo un’occasione che ci unisce. Non si tratta del tempo in più per stare insieme, o per fare tante cose che non si facevano più (aspetto vero quanto ovvio). Si tratta dell’occasione di cambiare: avremo l’occasione di scegliere cosa fare e come farlo il giorno in cui riapriremo le porte, i portoni, i cancelli alla vita con gli altri. Fa un pò paura pensare di ributtarsi nell’affollato mondo che ci siamo creati, pensare di dover riaffrontare un bel pò di cose negative a cui ci eravamo finalmente potuti disabituare. Ma un passo dopo l’altro cammineremo di nuovo insieme verso le nostre più o meno importanti mete. E questo, come lo vogliamo fare? Se potessi parlare al mondo farei proprio questa domanda.

Sin dai primi giorni di questa nostra nuova vita in isolamento siamo già cambiati: tutti abbiamo reimpostato tutto o quasi delle nostre vite ed eseguito un processo di adattamento interiore che, per chi ci sta riuscendo, porta in sè un cambiamento. Per fortuna l’uomo è una creatura che, entro certi limiti, si sa adattare spessissimo.

Quindi, quando cammineremo di nuovo insieme per le strade della città e del paese, quando andremo a “trovare” i nostri cari, in macchina in treno in aereo, quando dovremo tornare ad aggiungere a ciò che attualmente facciamo a casa il tempo per gli spostamenti quotidiani verso le nostre destinazioni, quando saremo “tornati alla normalità”, lo avremo fatto COME? Gradualmente, sì certo, ma COME? Come saremo noi? Quali saranno le nostre priorità? Ci comporteremo meglio? Godremo meglio il tempo concessoci per vedere gli altri? Li vedremo, poi, con altri occhi? Lascio al lettore la risposta.

Da parte mia ci sarà, allora, la sensazione di vivere le cose, gli avvenimenti ordinari e straordinari delle mie future giornate, come se fossero le ultime ogni volta, e quindi di non trascurare nemmeno il più piccolo gesto…..

Chissà quanti si impegneranno a farlo, sarei curiosa di saperlo, ma non posso! Ognuno sa in cuor suo quanto sta dando, quindi sta alla nostra coscienza un cambiamento, un miglioramento, e questa ne è l’occasione. E non è che una piccola parte di tutto ciò che si potrebbe fare, minuscola; dopotutto non ho detto nulla di originale, anzi, per niente, perché lo si potrebbe fare sempre (migliorarci) senza stare ad aspettare l’intervento di una cosa forte come l’isolamento che il Coronavirus 19 ha portato, ma alle masse servono cose forti perché monti la coscienza. Mi auguro che le conseguenze di questa pandemia siano sufficienti perché le persone, dapprima una per una e poi tutte insieme a costruire comunità continentali, migliorino la propria vita semplicemente senza nuocere all’altro. Di solito grandi prese di coscienza avvengono dopo le grandi depressioni da crisi, guerre e catastrofi, e spero che ciò che viviamo ora possa bastare, senza dover aspettare qualcosa di ancor più grave…non vorrei arrivare a tanto, l’uomo si adatta a molte cose, ma ne dimentica altrettante, quindi stiamo attenti!

Concludo condividendo la voglia matta di fare una bella passeggiata per il centro storico di Salerno e idealmente di qualsiasi città o paesino italiano e straniero, in compagnia di persone come quelle dei gruppi CTG, che si fermano, un momento, ad ammirare lo splendore della natura o di un’opera artistica, ricordandoci che, come dice il mio stimato suocero, noi umani siamo un nonnulla davanti alla potenza della vita e della natura, e il nostro ambiente va rispettato.

Allora dico che tutto ciò che possiamo fare è goderci, lentamente, questa vita che ci è cara, senza distrarci con altre cose che abbiamo capito quanto siano effimere, ma cogliendo invece tutte quelle occasioni che ogni giorno ci offrirà se sapremo fare silenzio dentro di noi, guardare l’altro cogliendo, di volta in volta, i momenti ed, appunto, le occasioni.

 

Conferenza del Dott. Luigi Greco sul Coronavirus

Stamattina il Liceo De Sanctis ha organizzato un incontro con il dott. Luigi Greco,  nostro socio, che ha visto riuniti in una stanza virtuale,  tantissimi giovani ed insegnanti.
L’evento, registrato dal prof. Dario Ianneci, che è stato meraviglioso organizzatore e regista dell’intera operazione, è divenuto un video che potete vedere qui, nel caso volesse seguirlo e chiarirvi punti e dubbi che sono alimentati dalla cattiva ed eccessiva informazione. Ciao a tutti