FONTANE IN CITTA’

Lo scorso febbraio  è stato firmato il Protocollo d’Intesa tra la Soprintendenza ABAP di Salerno ed il  CTG Picentia APS, in rappresentanza dell’intero Comitato Provinciale, per una collaborazione in tema di educazione e formazione culturale, rivolta soprattutto ai giovani che oggi quasi nulla conoscono di quella che fu la grande tradizione e storia di una antica città, la ‘Opulenta Salernum’, crocevia e centro di grande cultura, conosciuta, insieme ad Amalfi, come approdo per tanti mercanti, ma anche per Regnanti e Principesse, medici, scienziati, filosofi, alchimisti e per ognuno che volesse esercitare l’arte medica e discettare di filosofia.

Da subito ho proposto la riedizione di alcuni testi,  che erano stati realizzati dalla Soprintendenza, nata a Salerno nel 1980, ovvero subito dopo gli eventi sismici , il cui compito fondativo fu proprio quello di assicurare la ricostruzione ed il recupero dei beni culturali. Spesso il recupero può diventare occasione irripetibile per effettuare studi e ricerche sul campo; e questo fu. I più anziani ricordano certamente che il Centro storico di Salerno finiva, si può dire, a via Mercanti e via Masuccio Salernitano e raro era l’inoltrarsi tra vicoli e stradine per raggiungere quelli che allora (e forse anche ora, visto che la memoria è scomparsa e la cura pure) erano non luoghi. La stagione degli scavi archeologici e dei restauri, guidata da un eccezionale Soprintendente ed uomo che mai dimenticheremo, l’architetto Mario De Cunzo, scomparso lo scorso anno, portò con sé un frenetico susseguirsi di scoperte. La più notevole quella della Cappella Palatina di San Pietro a Corte; ma anche quella di Santa Maria e di Sant’Andrea della Lama, del Palazzo di Arechi, dell’area dove si sapeva, dalla lettura delle carte di archivio, sorgesse una basilica, Santa Maria de Domno, puntualmente  ritrovata. Abbattute le resistenze di proprietari di Palazzi e botteghe, che mal vedevano l’intervento della Soprintendenza, fu tutto un riscoprire ed oggi di quegli interventi hanno fatto risorsa economica. Fino al Castello di Arechi si è potuto ricostruire un incredibile patrimonio storico ed architettonico che oggi, purtroppo, dimenticato, versa spesso in abbandono quasi totale. La Soprintendenza rese queste risorse non materiale per soli studiosi, ma divulgative e conoscitive, patrimonio delle scuole attraverso una serie di libretti, 6 in tutto, le Passeggiate salernitane, che per tanti anni sono state guida straordinaria per la scoperta delle bellezze e le ricchezze di questa, un tempo, opulenta Salerno. Ora tanti portano i turisti in giro per il Centro storico, ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la frenetica attività di una Soprintendenza giovane e dinamica come fu quella guidata da Mario De Cunzo. Fino a fine secondo millennio, tanti giovani hanno trovato nella Biblioteca delle due Soprintendenze, tanti spunti di ricerca e si sono improvvisati guide straordinarie ed entusiaste. Poi il nuovo Millennio, per assurdo, ha posto una pietra tombale sulla conoscenza passando al mito della Comunicazione che, in assenza di restauri e di studi, fra qualche anno divulgherà i fasti di grosse realtà territoriali, ma la morte delle tante realtà diffuse sul territorio.

Allora, in un mai sopito spirito del dobbiamo dare una mano perché tutto questo non avvenga, proprio oggi ci è piaciuto proporre alla Soprintendente arch. Casule, che da subito ne è stata entusiasta, la riedizione di uno studio sulle fontane che, a Salerno, in abbondanza, troviamo. L’idea era di andarle a vedere una per una, per comprendere quale sarebbe la vera ricchezza di questa Città: non una bellezza effimera, ma la bellezza di un recupero, che ora forse sarà attuato se il Progetto CLIC, di cui si parla in altro articolo di Adele Cavallo, raggiungerà il suo scopo: recuperare gli edifici della parte alta di Salerno e far nascere lì attività e funzioni che generino una economia circolare. Il bando è aperto. Ora tocca ai giovani che abbiano idee che generino possibilmente non solo economia, ma che partano dalla cultura di questa città che fu tanto grande nel Medioevo.

Per non abbandonare il progetto, in questa pausa forzata dal Coronavirus, pur non potendo organizzare delle passeggiate,  abbiamo pensato di pubblicare delle schede.

Sottolineo che questa è la prima azione che deriva dalla firma del Protocollo d’intesa e spero che altre ce ne saranno, e di peso. Le foto ed i testi sono del 1997, anno della pubblicazione, e di questo bisogna tenere conto. Il lavoro è svolto da me per il CTG, dalla dott.ssa Rosa Maria Vitola per la Soprintendenza, e viene pubblicato sui media – facebook, instagram ,Twitter –  sul sito della Soprintendenza www.ambientesa.beniculturali. it e sul sito del MiBact.

 

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SALERNO A PASSI NELLA STORIA: Trotula – di Irene Russo

  

Ed eccomi alla riflessione su un’altra parola chiave : TEMPO

Un elemento molto nominato ultimamente: quanto tempo ancora dobbiamo stare così? Quanto tempo in più abbiamo, stando a casa, di fare varie cose? Il tempo che stiamo vivendo entrerà nei libri di storia….

Pensando alla quantità di tempo a disposizione, e qui non si dia per scontato che per tutti sia proprio così, in linea di massima ci si organizza per spenderlo in modi a volte nuovi e fare qualcosa di più, qualcosa che nella quotidianità frenetica trascuriamo. Mi rivolgo alle donne, principalmente, perché molte di loro spesso si trascurano , nella cura del loro aspetto fisico, e molte altre invece esagerano.

Vorrei a questo proposito ricordare una figura importantissima vissuta nell’undicesimo secolo a Salerno: la Magistra Trotula De Ruggiero, famosa medichessa della Scuola Medica Salernitana.

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